Decreto Ministero Politiche Agricole sulla commercializzazione delle carni di bovini di età non superiore a 12 mesi.

La Gazzetta Ufficiale n. 240 del 13. ottobre ha pubblicato il Decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali dell’8 agosto scorso relativo all’argomento indicato in oggetto.

➢ L’art. 1 punto 1. fissa le condizioni di commercializzazione delle carni di bovino di età inferiore a 12 mesi sul territorio italiano.
Il punto 2. precisa che cosa si intende per “carni” e cioè:
“l’insieme delle carcasse, carni con o senza osso e frattaglie tagliate o no, destinate all’alimentazione umana, ottenute da bovini di età non superiore a dodici mesi, presentate fresche, congelate o surgelate, anche confezionate o imballate”.

➢ L’art. 2 stabilisce i compiti che devono attuare i responsabili delle strutture di macellazione.

➢ L’art. 3 determina le informazioni che debbono essere riportate sull’etichetta da parte degli operatori.
Il punto 3. dell’art. 3 precisa che gli operatori possono, in ogni fase della produzione e della commercializzazione, eccetto la distribuzione al consumatore finale, sostituire l’indicazione dell’età alla macellazione con la lettera di identificazione della categoria definita al punto II dell’allegato XI bis del Regolamento CE n. 1234/2007.
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L’art. 4 – Denominazione di vendita – precisa che gli animali e le carni provenienti da bovini di età non superiore ai 12 mesi devono essere commercializzate in Italia con la denominazione:
“vitello, carne di vitello” per le carni ottenute da bovini della categoria “V” – (da 0 a 8 mesi),
e
“vitellone, carne di vitellone” per le carni ottenute da bovini della categoria “Z” – (da 8 a 12 mesi).

L’art. 5 – Vendita di carne presso esercizio al dettaglio – fissa gli obblighi che l’esercente al dettaglio deve rispettare. Ne trascriviamo pertanto il testo integrale.
Art. 5
Vendita carne presso esercizi a dettaglio

1. Per le carni non preimballate, poste in vendita al consumatore finale presso esercizi al dettaglio, le etichette con le informazioni di cui al precedente articolo 3 possono essere sostituite con una informazione fornita per iscritto in forma chiara, esplicita e leggibile per il consumatore, esposta al pubblico accanto alla merce o in modo tale che si possa ricondurre inequivocabilmente alla carne a cui l’indicazione si riferisce, purchè riconducibile comunque ad ogni categoria di animale di età inferiore a dodici mesi.
[Raccomandiamo pertanto la massima attenzione nella compilazione del cartello]

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➢ L’art. 6 – Registrazione. Fissa i criteri con cui gli operatori dovranno registrare le varie fasi della produzione e commercializzazione delle carni.

➢ L’art. 7 – Controlli ufficiali – Stabilisce che l’attività di controllo nell’ambito delle rispettive competenza, sarà svolta, dalle Regioni e dall’ispettorato centrale per il controllo dei prodotti agroalimentari.
Gli Organi di controllo trasmetteranno entro il 31 gennaio di ogni anno, un rapporto al Ministero delle Politiche agricole e Forestali sulle attività svolte, contenente l’elenco dei soggetti controllati e le irregolarità riscontrate con i relativi provvedimenti adottati.

➢ L’art. 8 – Misure transitorie – precisa che le carni degli animai macellati prima dell 1° luglio 2008, possono essere commercializzate anche se non soddisfano i requisiti richiesti dal Decreto.

Cordiali saluti.

Il Presidente
(Stefano Casella)

N.B. Nell’occasione segnaliamo che la Regione Emilia Romagna ha intenzione di predisporre nei prossimi mesi alcune iniziative rivolte al contenimento dei prezzi e all’educazione al consumo, attraverso il coinvolgimento delle categorie dei commercianti.
In proposito Vi anticipiamo che sono in corso incontri per concordare possibili iniziative dei vari settori del commercio alimentare e naturalmente anche del nostro.
Riteniamo infatti importante – nell’attuale situazione economica di generale pesantezza – partecipare a tali iniziative per non lasciare campo libero alla grande distribuzione.

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